lunedì 31 agosto 2015

RICETTE FACILI CON GLI AVANZI DEL GIORNO PRIMA


Avete del cibo avanzato nel vostro frigorifero? Non buttatelo via! Seguite le nostre ricette per un ottimo pasto

Sì, cucinare è uno dei tanti problemi degli studenti sempre alla ricerca di ogni secondo libero per studiare, ma per molti rappresenta anche una distrazione dalla monotonia quotidiana. Capita, a volte, di organizzare festini tra studenti ed amici dove il cibo ne fa da padrone. Come dice il detto più longevo di sempre: “Sempre meglio abbondare”. Il giorno dopo, infatti, vi sveglierete e vi ritroverete con avanzi di un po’ di quello e di un po’ dell’altro. Non è una cattiva notizia perché grazie ad essi potrete preparavi dei piatti molto veloci e massimizzare il proprio tempo per dedicarlo allo studio.
Ecco, quindi, le nostre ricette con gli avanzi di ieri.

1Frittata maccheroni

Con kili e kili di pasta mangiata la sera prima non vi rimane altro che sfruttare le rimanenze (economia DOCET) per preparare un’ottima fratta ai maccheroni. Ecco gli ingredienti e la ricetta da seguire:
150 grammi di pasta avanzata (o quanta ne avete)
-Mezza Cipolla
-Olio
-Pepe
-Parmigiano Reggiano
-4 Uova
Prima di tutto fate soffriggete la cipolla in una padella con dell’olio, dopodiché aggiungete la vostra pasta avanzata (anche tagliuzzata) e, nel mentre, sbattete le quattro uova in una ciotola. Spolverate con del pepe e del parmigiano reggiano (quanto basta). Il miscuglio che otterrete dovrete versarlo nella padella ed in cinque minuti il gioco è fatto. La vostra frittata maccheroni è pronta!
http://www.sostudenti.it/fuori-sede/ricette-facili-veloci/4-ricette-facili-con-gli-avanzi-di-ieri/2/ 

2Pasta (avanzata) al forno

Sempre per quanto riguarda il mondo della pasta avanzata dal giorno prima ecco che in soccorso ci arriva una nuova ricetta anch’essa molto gustosa: la pasta al forno. Il meglio sarebbe avere avanzi di pasta al ragù ma in ogni caso si potranno avere eccellenti risultati anche con altri tipi di condimenti.

-300 Pasta avanzata al ragù
-Formaggio presente in frigorifero (sbizzarritevi)
-Besciamella
-Parmigiano Reggiano


Mettete la pasta nella teglia insieme ai formaggi che avete trovato in frigorifero. Dopodiché aggiungete tutta la vostra besciamella, spolverate con il parmigiano reggiano e mettete la teglia in forno a 180° per circa 10 minuti. Et voilà…il gioco è fatto!
http://www.sostudenti.it/fuori-sede/ricette-facili-veloci/4-ricette-facili-con-gli-avanzi-di-ieri/3/ 





giovedì 9 aprile 2015

Benessere



Influenza? Combattila a tavola

Ecco la black list degli alimenti da tenere alla larga quando le nostre difese immunitarie si abbassano: niente zuccheri, caffeina, alcolici e grassi

L’influenza è una malattia infettiva acuta, fortemente contagiosa ed epidemica che colpisce le vie respiratorie, manifestandosi con i classici sintomi come febbre, starnuti, tosse, malessere genrale e dolori muscolari. Sembra quasi un’ovvietà, ma quando ci si ammala tutto diventa più complicato, inclusa l’alimentazione. Certo, bisognerebbe mangiare cibi sani tutti i giorni, ma in particolare nei momenti di debolezza bisogna fare molta attenzione, per non affaticare ulteriormente il nostro organismo, aiutandolo con un carico di vitamine ed energie.
ATTENZIONE AGLI ZUCCHERI - Su questa tematica si è soffermato il Daily Meal, che ha condotto un’indagine con un trio di esperti per stilare la black list degli alimenti da tenere alla larga quando le nostre difese immunitarie si abbassano. Secondo il gastroenterologo Lawrence Hoberman bisogna stare molto attenti ai prodotti zuccherati e a come lo zucchero si lega con i globuli bianchi per impedire loro di svolgere efficacemente la loro funzione per combattere le infezioni. Questo vuol dire fare attenzione ai cerali che contengono amido, formato da molecole di glucosio unite tra loro, nonostante il dottor Krystal Richardson, medico naturopata nella Family Medicine di Seattle, afferma che alimenti come i cracker aiutano a risolvere i problemi di stomaco.
LONTANI DAI GRASSI - Ci sono grassi e grassi: secondo il dietista e nutrizionista Jennifer Cohen Katz, vanno favoriti i grassi monoinsaturi che si trovano in prodotti vegetali per sostenere il corpo nella lotta contro le infezioni, evitando di disperdere energie nella digestione di alimenti complessi. Sottolinea anche l’importanza dell’idratazione: non solo acqua, ma anche frutta carica di fibre, antiossidanti e vitamine, utili per il recupero post influenzale.
NO AD ALCOL E CIBI ACIDI - L’aggiunta di acidi nel nostro organismo già provato può portare ad un ulteriore infiammazione: secondo il dottor Hoberman è meglio evitare di irritare mangiando troppa frutta acida (come mirtilli, pompelmi e kiwi) e verdure acide come mais, lenticchie e olive. Anche l’apporto di alcolici – come latte caldo e cognac – sono sconsigliati, come afferma il dottor Richardson l’alcol sopprime il sistema immunitario, meglio fare un carico di acqua, miele e limone.
EVITARE LA CAFFEINA E IL GELATO - Anche se riesce a darci lo sprint per affrontare una lunga giornata, il consumo di caffeina in caso di influenza è negativo: niente tè o caffè perché contribuiscono alla disidratazione e l’ispessimento del muco. Sì invece a tisane calmanti e rilassanti con aggiunta di limone e zenzero. Attenzione anche al gelato: apparentemente lenitivo per il mal di gola “in realtà non è così, perché una volta finito di mangiarlo i grassi contenuti nei gusti alla crema vanno ad influire sulla digestione, rendendola più difficoltosa», sottolinea ancora la dottoressa Richardson. Gelato no, sorbetto sì.
IDRATARSI, MA SENZA ZUCCHERI - Tutti e tre i consulenti sono stati d’accordo su questo argomento: dobbiamo stare lontani dagli zuccheri, che sono contenuti in moltissimi alimenti. Li troviamo in succhi confenzionati o bibite gassate – per esempio se non riusciamo a farci una spremuta fresca e la sostituiamo con un succo – agli zuccheri naturali della frutta ne vengono aggiunti altri e questa elevata concentrazione danneggia il sistema immunitario, rallentando l’azione dei globuli bianchi, impegnandoli altrove quando dovrebbero concentrarsi a combattere l’infiammazione. Attenzione anche alle bevande isotoniche energetiche, sempre per lo stesso problema di aggiunta di zuccheri. Il dott Hoberman consiglia di “diluire con dell’acqua le bevande in questione, così da assumere la giusta quantità di sali minerali necessaria ad evitare la disidratazione”.
.Ailén Gamberoni

martedì 3 febbraio 2015

Meringata

Qualche giorno fa riflettevo su come preparare una torta per due persone, in vista di San Valentino, così mi è venuta in mente la torta meringata! Avevo infatti due albumi avanzati ed ho pensato che facendone della meringa, avrei potuto dare la forma e la dimensione che più mi piaceva. :)Così ho preparato una meringata al cioccolato a forma di cuore, che si scioglieva in bocca ad ogni forchettata! Visto che l’ho portata ad una cena, le dosi sono per quattro persone, ma se dimezzate ancora, potete davvero preparare una bellissima torta per due!
Gli unici consigli che ho da darvi sono di utilizzare gli albumi vecchi di un paio di giorni, rigorosamente a temperatura ambiente quando li andrete a montare, e di far asciugare le meringhe in forno a temperatura bassa, altrimenti potrebbero diventare gialline. Se volete che la meringa resti croccante, prima di montare il dolce ricopritela interamente di cioccolato fuso, che farà da isolante per i vostri cuori meringosi. Se ancora non avete deciso, vi ricordo che sul sito trovate tanti dolci per San Valentino tra i quali scegliere!
Vi auguro una buona giornata, romantici golosauri! :D
                                    

INGREDIENTI


Per la meringa:
 albumi 
 150 g di zucchero (semolato o a velo)

Per la crema al cioccolato:
 250 ml di latte 
 30 g di farina 
 30 g di zucchero 
 100 g di cioccolato fondente 
 200 ml di panna 
 gocce di cioccolato bianco per guarnire

PREPARAZIONE

In una ciotola mettere gli albumi.
Montare a neve ben ferma.
Aggiungere lo zucchero poco per volta, continuando a lavorare con le fruste.

Rivestite una teglia da forno con della carta da forno. Per fissare la carta, mettete un po’ di composto di meringa, in modo che faccia da collante e non scivoli dalla teglia.
Formate tre cuori (io ho fatto a mano libera, ma volendo potete prima disegnarli sulla carta da forno o usare uno stampo a forma di cuore per i contorni).
Cuocete in forno preriscaldato ventilato a 70-80° per circa un’ora e mezza. Trascorso tale tempo, aprite lo sportellino e lasciate raffreddare all’interno del forno.
In un pentolino mescolate farina e zucchero. Aggiungete il latte, mescolando con una frusta.


Fate cuocere a fiamma bassa, sempre mescolando, fino a che la crema non si sarà addensata (ci vorranno circa cinque minuti).
Spegnete ed aggiungete il cioccolato.


Mescolate fino a farlo sciogliere. Lasciate raffreddare, dopo aver coperto con della pellicola a contatto.
Montate la panna ed incorporatela alla crema con una spatolina.
Trasferite in una sac à poche con il beccuccio a stella.
Ora componete la vostra meringata. Mettete un cuffettino di crema nel piatto e poggiatevi il primo cuore (in questo modo non dovrebbe scivolare via ;) ).


Fate uno strato di crema e aggiungete qualche goccia di cioccolato
Coprite con un altro cuore e aggiungete la crema. Mettete infine l’ultimo cuore di meringa e decorate con la crema al cioccolato.

E guarnite con le gocce di cioccolato.
Fate riposare in frigo un paio d’ore prima di servire la vostra meringata al cioccolato!

lunedì 12 gennaio 2015

Filetto in crosta

Per prima cosa mettete a rosolare la carne in una padella dove avrete fatto scaldare in precedenza 3 cucchiai di olio. Salate e pepate e fatela dorare per bene in tutte le sue parti per circa 20 minuti (1), o comunque secondo il grado di cottura che preferite. Una volta terminata la rosolatura mettete a raffreddare il filetto (2) su una gratella in modo che perda tutti i suoi liquidi. Nel frattempo preparate i funghi, lavateli e mondateli quindi tagliateli a fettine (3).
n una padella fate soffriggere l’aglio in tre cucchiai di olio e il burro (4), quindi aggiungete i funghi e lasciateli appassire a fuoco vivace fino a quando saranno cotti (5). Quindi metteteli nella tazza di un mixer e frullateli fino a ottenere una crema fine (6).
Fate raffreddare anche la crema di funghi e poi spalmatela su tutti i lati del filetto ad eccezione del lato sottostante (7). Disponete le fette di prosciutto su un foglio di carta da forno mettendone alcune in verticale e in orizzontale e spalmate con la crema di funghi la parte centrale delle fette (8). Adagiateci sopra il filetto e avvolgetelo con il prosciutto (9).
Quindi tirate la pasta brisèe in una sfoglia sottile (10) e adagiateci la carne ricoperta dal prosciutto (11). Rompete il tuorlo nella panna e spennellatela su tutta la superficie della sfoglia con un pennello (12).
Dalla sfoglia avanzata ritagliate delle piccole strisce (13) con le quali potete creare un decoro a losanghe (14). Spennellate ancora con la panna e l'uovo in modo che le strisce di pasta aderiscano bene alla sfoglia. Trasferite il filetto in crosta su una leccarda da forno ricoperta con l’apposita carta e lasciate cuocere il filetto a 180 gradi per circa 30-35 minuti, o comunque fino a che la superficie non sarà di un bel colore dorato (15). Servite il filetto in crosta accompagnandolo magari con delle patate o un misto di verdure al forno. Buon appetito!

Filetto in crosta Secondi piatti 264Aggiungi al tuo ricettario Difficoltà: media Preparazione: 20 min Cottura: 60 min Dosi per: 6 persone Costo: elevato Presentazione Filetto in crosta Il filetto in crosta è un secondo piatto buono e molto scenografico, ideale da servire per stupire i vostri ospiti durante i pranzi delle feste. Per questa ricetta, il filetto viene farcito con una crema d funghi, viene poi avvolto con il prosciutto crudo e infine chiuso con la pasta brisèe. Cuocendosi in forno la pasta brisèe diventa un involucro croccante e dorato che dona al filetto un aspetto davvero succulento. Per dare un tocco ancora più raffinato al filetto, prima di completare la cottura in forno, potete decorare la sua sfoglia creando delle decorazioni con la brisèe avanzata.

martedì 2 dicembre 2014

Botulino & teenagers: coppia esplosiva

Nell’era dei selfie tra le adolescenti d’oltreoceano dilaga il ritocchino, botulino in testa. E in Italia? La parola all’esperto

Fatti un selfie e postalo! Diffondere in rete la propria immagine, condividerla con la community 3.0, farla diventare virale è un fenomeno dilagante che trova nei teenager il maggior numero di addicted.

Non c’è da stupirsi, quindi, che in una società dove si moltiplicano i canali in cui mostrare la propria immagine, da Facebook a Instagram, da Skype a Pinterest e dove top model e celebs condividono i loro selfie, sempre più giovanissime ricorrano alla medicina estetica per migliorarsi e/o modificarsi, magari nella recondita speranza di essere notate e diventare una it-girl.

Secondo uno studio condotto da WJLA, emittente televisivo statunitense affiliato alla ABC, dal 2010 il numero di teenager americani che tra i 13 e i 19 anni si è sottoposto a iniezioni di tossina botulinica è cresciuto del 20%. Un dato ancora più inquietante se si considera che dal 2000, questa progressione è stata del 680%, ovvero oltre 12000 iniezioni annue di tossina botulinica praticate negli USA agli under 20 (dati del portale medico canadese FFAQ).

Dalla ricerca di WJLA, si apprende anche che le teenagers ricorrono alla tossina botulinica per combattere l’iperidrosi - un disturbo che comporta un'eccessiva sudorazione e può interferire in modo significativo sulla qualità della vita - e fin qui l’uso è ancora accettabile, grave è invece che sia utilizzata per cancellare le rughe d’espressione sulla fronte.

«Si tratta di criminalità pura», afferma Fulvio Tomaselli, presidente di SIME e membro del Collegio Italiano delle Società Scientifiche di Medicina Estetica, che prosegue: «La tossina botulinica può ridurre le rughe, ma su un adolescente non ha senso perché invecchiando gli verranno lo stesso e non può certo pensare di passare una vita a farsela iniettare. In ogni caso è assolutamente amorale, non etico, e non professionale! Quello che avviene negli Usa, ma che si sta diffondendo sempre di più, non è medicina, è business, è bancarella al mercato. Discorso diverso, invece, per l’iperidrosi una malattia che spesso crea gravi problematiche sociali. Una persona che ha le mani o le ascelle sempre sudate, non vive bene e quindi intervenire può essere utile».

I numeri statunitensi preoccupano anche le associazioni mediche italiane - nonostante un recente sondaggio Aiteb (Associazione italiana terapia estetica botulino) sostenga che nessun medico d’Italia abbia effettuato trattamenti con botulino per fine estetico su minorenni e che solo lo 0,5% dei pazienti ha meno di 25 anni - perché si teme un dilagare della moda d’oltreoceano: secondo una stima dell’associazione “Donne e Qualità della Vita”, infatti, un’adolescente su due sarebbe tentata di farlo e una su sette è pronta ad andare in Paesi stranieri pur di ritoccarsi.